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domenica, dicembre 25, 2005 BUON NATALE 2005
sabato, dicembre 10, 2005 GROSSMAN A TORINO Importante e significativo articolo di Pigi Colognesi su V. Grossman e sulle iniziative in merito del Centro Frassati. ANNIVERSARIO Grossman, la vita oltre Stalingrado Non si capisce niente delle sue parole se non si è disposti a svelarsi e compromettere l'esistenza, accettando la domanda sul proprio destino (di Pigi Colognesi da Avvenire 9-12-2005) Provo imbarazzo nello scrivere sul centenario della nascita di Vasilij Grossman, avvenuta il 12 dicembre 1905. Non certo perché l'autore non meriti tutta la nostra attenzione. Anzi, più si studia la sua vicenda letteraria, più lo si scopre come uno dei colossi della letteratura (non solo russa) del secolo passato. Una vicenda iniziata con l'entusiasta apprezzamento del guru della narrativa sovietica Maksim Gor'kij e proseguita con brillanti successi fino all'acme della battaglia di Stalingrado, vissuta e raccontata per il giornale dell'Armata Rossa direttamente dall'interno dell'inferno bellico. Quell'esperienza segnò indelebilmente Grossman, svelandogli la superficialità di ogni approccio ideologico e la necessità, invece, di amare e descrivere la vita umana nella sua semplice e abissale profondità, fatta dell'eterna lotta tra meschinità e bontà, fatta di desiderio struggente del destino buono, cui nessuna cattiveria si può ultimamente opporre. Lo scrittore decise di fare dell'umanità vista a Stalingrado materia di un grande romanzo. La prima parte di Per il bene della causa fu pubblicata nel 1952 e subì pesanti attacchi, suggeriti direttamente da Stalin. Grossman non si perse d'animo e scrisse anche la seconda, e ben più profonda, parte Vita e destino, sperando che il timido disgelo chruscioviano gli consentisse di pubblicarla. Ma il manoscritto fu requisito; il custode dell'ortodossia sovietica, Suslov, gli disse che quel romanzo avrebbe dovuto aspettare centinaia di anni prima di vedere la luce. E Grossman morì (nel 1964) senza avere più neanche con sé il manoscritto. Fortunatamente, una copia l'aveva data ad un amico, che riuscì a farla pervenire in Occidente, dove il libro uscì (anche in italiano) all'inizio degli anni Ottanta. Vita e destino è un capolavoro. E bene ha fatto il Centro culturale Frassati di Torino a dedicarvi una mostra, una rassegna cinematografica e un convegno, che da qui a fine gennaio ci potranno aiutare ad entrare nel drammatico, crudele, dolcissimo mondo di Grossman. Allora, perché l'imbarazzo? Perché Grossman, in specie nel suo capolavoro, è esigente; non si presta al giochino delle asettiche interpretazioni e delle disquisizioni letterarie. Richiede, piuttosto, un coinvolgimento, una messa in discussione intima. Non si può capire niente dello spessore che parole come vita, bontà, dolore, libertà o destino hanno nelle pagine di Grossman se non si è disposti a mettersi a nudo, a svestirsi di ogni superficialità, a compromettersi con la propria, di vita, ed accettare la domanda inquietante sul proprio, di destino. Si provi a leggere il breve racconto inedito che la rivista La Nuova Europa pubblica nel suo ultimo fascicolo. Si intitola La strada e il protagonista è un mulo italiano impiegato nella disastrosa campagna di Russia. C'è uno struggimento, una malinconia, un crollo nell'indifferenza e, da ultimo, una imprevista apertura di speranza su cui non si può discutere e dialettizzare. Si può solo starci di fronte, fremere dei suoi stessi desideri, sentire il bruciore delle medesime tentazioni, sorprendersi commossi dell'inattesa positività. Solo ponendoci in questo modo di fronte alle sue pagine, Grossman sarà degnamente celebrato. L'INEDITO La campagna di Russia e il mulo italiano di Vasilij Grossman (da Avvenire 9-12-2005, ripreso da La Nuova Europa) La guerra toccò a tutti coloro che vivevano nella penisola appenninica. Il giovane mulo Giù, arruolato nelle salmerie di un reggimento di artiglieria, fin dal 22 giugno 1941, ebbe subito sentore di molti cambiamenti, anche se naturalmente non sapeva che il Führer aveva convinto il duce a entrare in guerra contro l'Unione Sovietica.
domenica, dicembre 04, 2005 DUE BANNER CHE CI TERRANNO COMPAGNIA I nostri lettori possono notare la presenza sulla destra dello schermo, di due nuovi banner. Uno che pubblicizza la mostra "Vasilij Grossman -Vita e Destino, Il romanzo della libertà e la battaglia di Stalingrado" a cura del Centro Culturale Frassati di Torino. Questa mostra intende presentare il romanzo Vita e Destino, uno dei romanzi storici più significativi del XX secolo. Il secondo presenta il lavoro della rivista Linea Tempo, sicuramente una rivista sempre molto interessanti, che tratta temi di letteratura e di storia, con una speciale attenzione per chi fa scuola. (scarica un articolo di prova dell'ultimo numero). |
SECOLO XX e dintorni, il secolo più violento nella storia dell'umanità
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